Wake, le gemelle ‘Pronti e Virag’

Di Paolo Francia

Marco Valesi, scrittore, docente di neogiornalismo in un ‘master’ all’Università di Parma, ha detto sì quando gli è stato chiesto di cimentarsi in un libro-intervista a due gemelle, campionesse di wakeboard, senza conoscerle e pur essendo all’oscuro di uno sport che affascina sempre di più i giovani e che si candida e entrare nel programma delle Olimpiadi di Parigi 2024. E così (“Non ne sapevo nulla, ma mi piacciono le sfide”, scrive nelle prime pagine) ha fatto un regalo a una disciplina che galvanizza chi la pratica, entusiasma chi assiste alle gare, conduce gruppi crescenti di giovani dei social verso un ‘nuovo’ che non è solo calcio o uno dei tanti sport che popolano tv, giornali e discussioni al bar. E’ il wake, chiamiamolo così ragazzi; e divertitevi da praticanti o semplici appassionati con le spericolate figure disegnate sull’acqua.

Provare per credere. Bravo Valesi, dunque; e bravissime Alice e Chiara. Perché le interviste riescono bene se chi le fa non ha riserve e tocca anche temi spinosi; e se chi le accetta non si nasconde e dice quello che davvero ha nella testa e nel cuore. Senza inganni, senza paure, senza reticenze. E così abbiamo una storia seria, sincera, commovente, che si snoda in una lunga chiacchierata dove si raccontano gli inizi a sette anni, gli spostamenti da Milano al Lago di Como per gli allenamenti, i viaggi nel mondo, le vittorie (più di Alice, perché Chiara, dice di sé “sento un sacco la competizione e mi perdo un po’ fra pensieri e paura”).

Vita difficile, fin da piccole. Con un fratello, Marco, sordo dalla nascita per una lesione acustica dei nervi, operata fra i 13 e i 17 anni in entrambe le orecchie con impianto cocleare. Ed essendo entrambe interessate da problemi di dislessia, soprattutto Chiara, nei primi anni di scuola. Ecco allora che ricordano ironie dei compagni, incomprensioni delle maestre, logopedisti in disaccordo sulle cure. Alice e Chiara lottano anche su questo terreno e “grazie anche a quella palestra che è lo sport – sottolineano – il linguaggio inadeguato ben presto si trasforma in altro. Cioè nel coraggio e nella follia per spiccare il volo”.

E il bullismo? Sono proprio i bulli quelli che non sanno come vivere la vita, dice Alice. E Chiara: il bullismo c’è sempre stato e temo che ci sarà per sempre. Poi “Sono state molte le volte che mi sono ritrovata sola, a piangere. Vorrei che non succedesse a nessuno. Vorrei andare in giro a raccontare la nostra storia. Vorrei che questo libro aiutasse”.

Non bisogna mai scoraggiarsi – raccomanda Alice – perché “c’è sempre una seconda occasione per rialzarsi”, come ha fatto Marco, che ora lavora nell’Azienda di famiglia nella comunicazione. E Chiara: “Ho dovuto cambiare due scuole perché le maestre non capivano il mio problema. La nostra pazzia è non avere paura di essere diverse”. Ma il tutto, con l’altra sorella Giulia, Marco e i genitori, il padre imprenditore e la mamma. Un insieme di adrenalina e gioia, fra follia e pace: questa la famiglia che è sempre stata unita – sottolinea Chiara – anche se poi i genitori si sono separati. Dal padre Giorgio Virag hanno imparato ad avvitarsi e a sfidare la gravità nelle gare in acqua dal suo modo di sfidare, guidando l’auto, pendenze e pendii, discese ardite e risalite con il batticuore.

Cognome ungherese, ma origini italianissime, le gemelle Virag sono nate a Milano. Padre imprenditore; Azienda, la Virag, ben conosciuta e prestigiosa. Due gemelle (con Giulia e il fratello Marco), campionesse nello sport e nella vita. Un esempio e un incoraggiamento per quanti (diverse centinaia di migliaia) sono affetti in Italia dalla dislessia. Una lezione ai bulli e al bullismo. Perché non accogliere l’invito di Chiara (e implicitamente di Alice) a far circolare queste idee e le loro esperienze?

Possibile? Sì. Aiutiamo, in questo, Chiara e Alice. E diamoci da fare. Pronti e…Virag!

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